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Nudie Jeans: il jeans sostenibile e riparabile

Fino a qualche anno fa, per un paio di jeans non avrei speso molti soldi. Non pensavo ne valesse la pena: avevo fatto più tentativi con tutte le marche e tutte le fasce di prezzo, il finale era sempre lo stesso, gettati via per usura del tessuto. Fino a quando non ho letto di più e scoperto un mondo a me nascosto. Ecco perchè ho deciso di acquistare un paio di jeans sostenibili, di qualità ma soprattutto nati per essere riparati

L’Impatto ecologico di un paio di jeans

Il Jeans nasce come tessuto democratico, conosciuto in tutto il mondo a partire dagli anni del Boom economico, diviene ben presto un capo icona.

La sua produzione può rivelarsi però ad alto impatto per l’ambiente e le popolazioni dove ci sono i siti di produzione.

Per ottenere l’effetto denim, i fili di cotone devono essere tinti in più passaggi, da un minimo di tre fino a 24 volte, nel caso di jeans di colore blu scuro, praticando una tintura per ossidazione.

Nei Paesi del Nord del Mondo, i macchinari delle tintorie industriali permettono di misurare esattamente la concentrazione di tintura, in modo tale da poter riciclare l’acqua delle vasche aggiungendo sono quel tanto di nuovo colore necessario a ristabilire il giusto livello.

Alla fine del ciclo, appositi impianti di depurazione provvedono ad abbattere i residui chimici presenti nelle acque reflue prima che queste escano dalla fabbrica e raggiungano il sistema fognario.

(tratto da “Vestiti che fanno male” di Rita Dalla Rosa, p.77, Terre di Mezzo Editore)

Se la produzione viene delocalizzata in paesi più poveri del Mondo per abbattere i costi di manodopera, verranno utilizzati anche macchinari meno all’avanguardia e non in grado di effettuare i passaggi di riciclo e depurazione dell’acqua.

Al di là dello spreco di acqua, già carente in alcune zone del Mondo, ciò che è più grave è che le acque reflue vengono scaricate direttamente, senza essere filtrate, andando ad inquinare fiumi, mari e falde acquifere locali situate in prossimità degli stabilimenti.

L’inquinamento delle acque genera anche un’avvelenamento delle colture, con un impatto sociale devastante.

L’impatto ambientale di un paio di jeans è aggravato inoltre dalla così detta lavorazione “Stone Washed”, ovvero quell’effetto che dà un’aria vissuta ad un capo ancora nuovo.

Questa lavorazione viene ottenuta con l’impiego di numerosi lavaggi abbinati a enzimi e/o coloranti, metalli pesanti, pietra pomice: molte di queste fasi di finitura del capo vengono ancora oggi eseguite a mano.

Un’altra tecnica molto economica ma altrettanto pericolosa è il c.d. sandblasting che consiste nel sparare addsso al jeans potenti getti di sabbia o silice cristallina, per poter ottenere l’effetto di usura.

Questo particolare processo è molto dannoso per la salute dei lavoratori, poichè sono esposti alle polveri, che provocano con il tempo infiammazioni alle vie respiratorie.

E’ stato quantificato che per produrre, tingere e rifinire con il look “vissuto” un paio di jeans, vengono impiegati oltre 13 mila litri di acqua, di cui più di 800 se ne vanno per coltivare i circa 7 etti di cotone con cui è fatto (tratto da “Vestiti che fanno male” di Rita Dalla Rosa, p.81, Terre di Mezzo Editore)

Come nasce un paio di jeans sostenibili

La politica di “Nudie Jeans & co – The naked truth about denim” prevede un approccio sostenibile per tutto il ciclo di vita del jeans: produzione, utilizzo, riparazione.

nudie jeans sostenibili
Nudie Jeans – dettaglio

Sul sito internet di NudieJeans, è possibile visitare una mappa interattiva che mostra i diversi luoghi di produzione, i fornitori e gli standard adottati, in un’ottica di totale trasparenza sul processo produttivo.

Il 45 % della produzione di jeans avviene in Italia, il restante 55% in Tunisia: in entrambi i casi i fornitori sono sottoposti ad audit periodici, i quali assicurano gli standard produttivi e soprattutto le buoni condizioni di lavoro e di retribuzione dei dipendenti. 

Jeans ecologici e sostenibili

Nudie Jeans utilizza cotone biologico e bagni nella tintura vegetale di Indigo per colorare le fibre, permettendo di salvaguardare suolo e falde acquifere.

La tintura naturale inoltre fa sì che ogni paia di jeans diventi unico: il modo in cui si usureranno nel tempo i miei jeans sarà un ulteriore modo per avere un capo unico.

Il jeans usurato, si ripara!

Il Consumatore acquista il nuovo paio di jeans con la promessa da parte dell’azienda di una riparazione gratuita presso i loro punti assistenza dedicati, assicurando al capo una maggior durata.

Se non c’è un punto riparazione nelle vostre vicinanze è possibile richiedere gratuitamente un kit sul loro sito internet, allegando una foto.

E’ anche possibile il ritiro del vecchio paio in cambio di un buono del 20% sul prossimo acquisto. Qui ci sono ulteriori informazioni riguardo alle politiche di riparazione!

Se non è possibile la riparazione, i jeans diventano sgabelli, tappeti e perfino cappellini! Fate un giro sul loro sito per credere => Nudie Jeans & co – The naked truth about denim

Il marchio Nudie Jeans è presente anche in Italia, basta consultare lo Store Locator per trovare il punto vendita più vicino oppure tramite Zalando.

Nudie Jeans va oltre il semplice paio di jeans e offre un’intera linea di abbigliamento sia uomo, donna e anche bambini. Ci sono anche accessori e una selezione di underwear da uomo e calzini.

Il mio paio di jeans

Quelli che ho attualmente sono il mio unico paio di blue jeans: sono un ricordo di quando sono stata a Monaco, perchè li ho acquistati in quel famoso negozietto di cui mi sono incantata a guardare la vetrina.

Quando li ho acquistati ho fatto un piccolo investimento: credo nei prodotti di qualità e nella loro durata nel tempo. Inoltre il concept del brand rispecchia i miei valori e questo mi ha fatto decidere di fare l’acquisto.

Ho preso un paio di jeans dal taglio boyfriend, sono comodi e tagliati alla caviglia: stanno benissimo sia con le sneakers che con una scarpa col tacco alto. Quando sono poi tornata in Italia ho fatto fare alla sarta qualche piccola modifica per adattarli meglio alla mia corporatura.

Martina

Founder & Editor di MyHappyFlora, scrivo per condividere spunti su Digital, Business e Sostenibilità. Aspiro ad una vita a colori, (quasi) zerowaste,nel rispetto delle persone e dell'ambiente. Adoro il vintage, i libri e il caffè in tazza.

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