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Spesa sostenibile al Supermercato #2

Abbiamo già parlato di alcuni prodotti sostenibili che possiamo facilmente trovare al supermercato: vediamo ora altri spunti e consigli utili per ridurre il nostro impatto ambientale a partire dalla normale spesa al supermercato.

Prima di andare a far la spesa assicuriamoci di avere con noi borse riutilizzabili per contenere tutta la spesa e una lista dettagliata di cosa veramente ci occorre!

Per scegliere in modo sostenibile, secondo me è importante analizzare tre aspetti: Provenienza, Contenuto e Packaging.

Provenienza e Contenuto

La Provenienza e il Contenuto sono strettamente legati tra loro: ecco perché li analizziamo insieme nei primi 5 punti che seguono.

1- Pesce da pesca sostenibile certificata

Scegliere pesce di qualità vuol dire scegliere pesce sano, proveniente da acque gestite in maniera responsabile: a garanzia di questo interviene MSC Marine Stewardship Council che definisce standard di sostenibilità per la pesca in mare.

Scegliere pesca sostenibile vuol dire salvaguardare la biodiversità marina e preferire una pesca anche socialmente responsabile.

Al supermercato, quando cerchiamo nel banco frigo/freezer o dobbiamo scegliere il tonno in scatola accertiamoci che ci sia il marchio blu di MSC.

Si può approfondire qui 10 buoni motivi per scegliere pesca sostenibile

2– Biologico

Per quanto possibile, sarebbe preferibile scegliere prodotti da agricoltura biologica: i prezzi purtroppo tendono ad essere mediamente più alti e quindi anche io stessa tendo a fare delle scelte.

Cerco di scegliere soprattutto carne e uova bio, non solo per il prodotto in sè ma anche a garanzia di come vengono trattati e curati gli animali. Gli allevamenti intensivi fanno purtroppo un uso spropositato di antibiotici per aumentare il peso dell’animale anche quando non sarebbe necessario.

Questo ha una ricaduta diretta anche sull’uomo: prenderesti un antibiotico anche se sei in perfetta salute?

Direi di no, ma mangiando carne e uova provenienti da allevamenti intensivi in realtà lo stiamo assumendo indirettamente.

Controlliamo l’etichetta per accertarci della provenienza della carne: per legge deve essere indicato sulla confezione il paese di origine

Per le uova, ne parliamo nel dettaglio nel paragrafo sotto!

3- Commercio Equo e Solidale

In inglese il Commercio Equo e Solidale si chiama Fairtrade: trovo questo termine più sintetico e allo stesso tempo perfetto. Fair vuol dire “Giusto” e in effetti un commercio che remunera nella maniera giusta i lavoratori e le aziende non solo è giusto ma dovrebbe essere la norma.

Eliminato:

Ci sono alimenti specifici che per la loro coltura/produzione richiedono un uso intensivo di manodopera. Mi riferisco ad esempio alle piantagioni di caffè, zucchero, the o di cacao che si trovano in Paesi poveri del mondo e per i quali le colture rappresentano un’importante fonte di reddito che deve essere retribuito adeguatamente.

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Ora anche al supermercato si trovano spesso scaffali adibiti a questi prodotti: il mio prodotto preferito è il Nocciolato di Altromercato, una stecca di cioccolato gianduia con le nocciole intere da far venire l’acquolina in bocca anche al meno goloso tra noi! Ciò che apprezzo inoltre dei prodotti da Commercio Equo e Solidale è la trasparenza sulla filiera e la tracciabilità: sul sito internet è possibile capire per ciascun prodotto dove è stato prodotto e da chi.Molti prodotti inoltre provengono da colture da agricoltura biologica.

4- Km0 ( o quasi)

Anche al supermercato leggendo attentamente le etichette possiamo scegliere prodotti a Km0 o quasi: optare per frutta e verdura provenienti dalla nostra provincia o quelle vicine permette di mangiare secondo la produzione stagionale e di ridurre l’impatto del trasporto a lunga distanza. Eliminato:

Quando vado al supermercato cerco di evitare le vaschette di plastica e polistirolo e scelgo prodotti coltivati quanto più vicino possibile, a volte anche scegliendo una categoria II anzichè I .

5- Detergenti Ecologici

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Ora anche al supermercato ci sono prodotti per la pulizia ecologici e completamente biodegradabili: ricordiamo sempre che ciò che finisce nell’acqua, finisce poi anche nei nostri piatti. Eliminato:

Attenzione inoltre ai detersivi alla spina: non tutti i detersivi ricaricabili sono anche formulati in modo ecologico!

Packaging

Parliamo ora del packaging, ovvero quello che alla fine finisce tra i rifiuti ed è importante per questo motivo che sia quanto più riciclabile possibile. In linea generale è quindi consigliabile scegliere per confezioni in vetro e cartone.

6- Uova biologiche in confezione di cartone

Le uova provenineti da allevamento biologico sono contrassegnate con il codice ZERO “0”, che significa che le galline vivono all’aperto, sono libere di razzolare e sono alimentate con mangimi biologici.

La maggior parte delle uova tuttavia provengono da allevamenti intensivi, in cui le galline vivono in gabbie ammassate; Uova da allevamento a terra invece significa che le galline vivono in un caponnone chiuso. Eliminato:

Mi chiedo come nel 2019 certe forme di allevamento siano ancora permesse, anche solo considerando il punto di vista igienico e di possibile trasmissione delle malattie; oltre al fatto che dubito che animali allevati in questo modo siano un cibo salutare per l’uomo.

Scegliere la confezione di cartone inoltre ha un duplice vantaggio: è più ecologica rispetto a quella di plastica e permette alle uova di rimanere meglio isolate dalla luce.

7- Bibite, succhi e yogurt in vetro

Invece che i classici contenitori e bottiglie di plastica, al supermercato scegliamo il vetro: ho reperito con grande facilità bibite di ogni tipo (sia formato da litro che più piccole) e succhi di frutta. Anche nel banco frigo, io scelgo yogurt in vetro.

8- Latte in tetrapak

Il mio sogno sarebbe poter trovare il latte in confezione di vetro: purtroppo l’unica che ho visto in giro è di “TappoRosso” , che ho trovato solo da Eataly (tra l’altro Eataly non c’è a Verona).

Oltre a verificare l’origine del latte, scelgo quello in confezione di cartone richiudibile o in tetrapak. Il tetrapak è un materiale particolare che ogni comune gestisce in modo autonomo. Io posso raccoglierlo nella carta. Eliminato:

Dal riciclo della cellulosa contenuta nelle confezioni in tetrapak è possibile ottenere carta igienica e rotoloni: un esempio di economia circolare di Lucart.

9- Confezioni in vera carta e cartone

Attenzione alla finta carta!

Mi è capitato di comprare al supermermercato della pasta in confezioni che al tatto sembravano carta: arrivata a casa invece mi sono accorta che all’interno c’era uno strato di plastica. Si trattava di una carta accoppiata che purtroppo deve essere gettata nell’indifferenziata.

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10- Grandi formati

Se non riusciamo a trovare confezioni ecologiche niente paura: ridurre il nostro impatto è comunque possibile!

Acquistiamo in grandi confezioni, così facendo avremmo prodotto comunque meno rifiuti, rispetto a tante piccole confezioni

Martina

Founder & Editor di MyHappyFlora, scrivo per condividere spunti su Digital, Business e Sostenibilità. Aspiro ad una vita a colori, (quasi) zerowaste,nel rispetto delle persone e dell'ambiente. Adoro il vintage, i libri e il caffè in tazza.

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